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Va tutto bene.
Perché, se anche negli angoli più remoti gli specialisti dell’istruzione sminuzzano e condiscono con cura il sapere (e i giovani, sempre meno composti, con ligio dovere, annuendo, se ne nutrono), l’Infinita Interpretazione rimane comunque prerogativa delle piazze, della strada. Qui risiedono, infatti, le due più antiche possibilità del conoscere: l’errore – che avviene sempre nel mondo – e l’incontro. Concediti, una volta tanto, all’affabile malizia del fraintendimento, potresti ritrovarti fra le mani una fede inconsueta: con la miseria delle ceneri rimaste si può ancora dare forma ai propri sogni, stavolta senza illusioni. Se poi la tua sensualità è più propensa al faccia a faccia che non alla masturbazione, prendi fiato – coraggio – ed apriti di fronte ad uno sconosciuto. Se noti nel suo sguardo un non so che di familiare, poggia tutto sul piatto dell’ipotetica bilancia che ti sta di fronte: magari sarà domani, ma di sicuro, per vie traverse, qualcosa tornerà. Non sei ancora contento, è “la persona giusta”? Affidati alla bontà del caso: ti consiglio di portare sempre un mazzo di carte nella borsa. Azzarda. Una “cavacamisa” o la giochi adesso o mai più. Potresti perdere, e allora rimarresti nella pace tranquilla della tua nullità, come invece potresti spuntarla oltre ogni più rosea aspettativa. In un vicolo buio, meglio in una camera a nolo in fretta e furia, uomo o donna, le bocche a pochi centimetri: “Che si fa?”. Domanda sciocca, se è andata bene sarà il più vivo tra tutti gli scambi: non ti preoccupare, lasciati alle spalle le ideologie e impara anche a tradire, che l’amicizia sorride davanti alla passione. Non chiedere nulla di più, goditi il momento e se ti è parso intenso lascia un contatto. Dormici sopra. Se è anche un tuo vizio, quando accendi una sigaretta ricorda che ha il diametro di un capezzolo e che quelle ceneri sono le tue. |