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Non so se ce la faccio e dico il vero. Sono irrimediabilmente compromesso col secolo scorso, compromesso in pensieri, parole, opere, ammissioni.
Per mia colpa, mia grandissima colpa sono ancora impossibilitato a condividere anche una semplice emozione su questo trapasso figurato al “nuovo”, perché non lo voglio questo secolo così come ce lo stanno vendendo. O così come ce lo stiamo comprando. Luogo comune anche questa mia eterodossia e così mi tolgo i calzini, mi gratto il segno lasciato dall’elastico degli stessi giusto sotto il ginocchio e con faccia da punto interrogativo guardo fuori dalla porta di casa. Per sicurezza stappo una ceres che non si sa mai. “Radunarsi” diceva qualcuno del secolo scorso: parola benedetta, sottende uno stato spirituale che il nuovo secolo rigetta. Seguo le volte di uno stormo di piccioni, li fotografo a bassa quota mentre sfiorano le macchine parcheggiate qui davanti, a passaggio ultimato registro una cagata collettiva sopra il cofano della mia jeep ma non mi incazzo; impavido getto lo sguardo oltre la siepe ed intercetto il figlio del vicino, un bubba di un metro d’altezza per 60 kg di briosche. Sfreccia in bici con dito medio spiegato a 3 metri dalla mia postazione. In principio mi guardo alle spalle e da far mio sono pronto alla battaglia ma dal lato opposto della strada gli si fa incontro la madre fanculizzata… due indizi fanno una prova e a quanto sembra oggi non è giornata da poesie. Torno a volare basso ma non meno dei piccioni cacaioli di cui sopra: ieri a 35 anni mi sono iscritto a faccialibro. Dopo 500.000.000 di pirla mi sono detto che dovevo esserci anch’io. Le ammucchiate mi sono sempre piaciute, la seduzione delle maggioranze, fanculo la privacy sputtanata e che non potrò più cancellare il mio profilo a meno che non mi metta ad incitare nazifascismi o qualche crimine contro l’umanità. Vuoi mettere il gusto di dire a tutti che musica mi piace, scassare mezzo mondo con il mio ultimo libro preferito, condividere il video –sicuramente rarissimo prima dell’avvento del digitale- di un’intero atto teatrale sulla Transnitria? Ma sopra a tutto è finalmente diventato realtà quello che fino a due anni fa era il sogno che mi faceva eiaculare inconsapevolmente la notte e che la mutandina peccaminosa mi ricordava tutto il giorno: ritrovare i compagni della 1B. Bestemmio contro dei cani, mi volgo al volgo e salvo le apparenze. |