Per capirlo dobbiamo andare al 2006 quando, ai vertici Enel, cioè al Governo che detiene ancora il 31% dell'azienda, viene in mente di comprare Endesa, un colosso dell'energia in Spagna. Nello stile dei cosiddetti “capitani coraggiosi” (vedi Tronchetti Provera, Colaninno, Gnutti, Ricucci, etc...) si fa shopping: col culo degli altri, ovvero senza il becco di un quattrino. Qualche filantropico banchiere “paladino dell'italianità” (vedi Passera, Profumo, Geronzi, etc.) presta i soldi a Enel e, con del buon debito, ci si compra Endesa. In pochi mesi l'indebitamento di ENEL passa così da 11 Miliardi di euro a 55 Miliardi di euro ovvero con un aumento del 500%. Per capire di cosa stiamo parlando, vale la pena ricordare che la francese Edf con un fatturato simile a Enel, ha un debito pari alla metà... e i francesi sono molto preoccupati. Da noi, invece, tutto bene! Non bisogna far spaventare il popolino! Però, se fate mente locale, vi ricorderete che ogni anno, passa in tv una pubblicità per il collocamento di obbligazioni Enel: in altri termini, i nostri santi e puri banchieri, stanno rivendendo il debito di Enel alla signora Maria. Vi ricorda nulla? Cirio, Parmalat?! Correte all'ufficio postale, avete tempo solo fino a lunedì per comprarvi un po' di debito Enel! Geni del marketing. Solo che, nonostante gli spot, pare che la gente non ci caschi più (forse xè finio i schei anca!). E allora, che fare? Le bollette non si possono aumentare perché sono già le più care d'Europa quindi bisognava trovare il modo di passare “sottobanco” una valanga di soldi senza che apparisse "aiuto statale". Niente di meglio del nucleare! Costoso, nelle mani di pochi, con tempi di costruzione biblici. E se alla fine il reattore non si fa, tanto meglio, così i cittadini sono contenti. Ecco: mentre in tutto il mondo si investe nelle energie rinnovabili, noi buttiamo 30 Miliardi di euro per un nucleare che non vedrà mai la luce. La chicca è che Enel stessa, per fare cassa, si sta apprestando a vendere l'attività più remunerativa, ovvero Enel Green Power, la società che controlla tutti gli impianti da fonte rinnovabile. Roba da contro-rivoluzione industriale. Nella tragedia, c'è una nota lieta: Eni, la più grande azienda del paese è contro il nucleare... perché così bruceremo meno petrolio. Solo in Italia riusciamo ad essere così meravigliosi! Appena l'amministratore dell'Eni ha osato dire che il nucleare non conviene, si è virtualmente liberata la sua poltrona. Non a caso è uno dei possibili scranni dove potrebbe essere paracadutato il soldato Galan, convinto nuclearista. In conclusione, un consiglio per il nuovo anno: vendete le obbligazioni Enel. |
