Così parlò un tipo che ha cominciato a masticare societing 15 anni fa; ci ha creduto, è stato coerente, ha pagato lo scotto dell'essere "avanzato". Oggi raccoglie i risultati in termini di fatturato. Alla base, c’è stato un forte investimento in cultura e innovazione, in ricerca e sviluppo, c’è stata la consapevolezza - limpida e cristallina - che non si può essere ricchi e ignoranti per più di due generazioni. Ma la citazione ci serve anche per sviluppare un ragionamento: per entrare nella nuova economia, nel nuovo modo di produrre, nel nuovo modo di vivere il mercato (e andare anche oltre il mercato), sono vietati tassativamente gli atteggiamenti costruiti e artificiosi. Senza se e senza ma, bisogna essere radicali, coerenti, trasparenti. Altrimenti, la credibilità te la scordi. Perchè oggi chi compra vuole “verità”, non balle, ed è pronto a pagare questa “verità”. Siamo passati attraverso anni di commerciali iperfighetti iperlampadati ipertirati iperautomotivati ipercocainati, invasati di tecniche di comunicazione e neurolinguismo, alieni dell’asteroide “civiltà dei consumi” pronti a fregare gli umani al primo accenno di contatto. Ma ci hanno profondamente seccato. In questa fase, abbiamo a che fare con le seccature di seconda generazione: quelli che si danno la tinta verde, che hanno un core business incerto ed elaborano vision e mission improbabili, incoerenti e - in definitiva - bugiarde. Non se ne viene fuori, si rischiano ulteriori delusioni. Ora, il mondo dell’impresa ha l’opportunità di darsi una scossa; con un patto di sistema, andiamo tutti verso un lavoro più a misura d’uomo, produciamo per migliorare la qualità della vita, ragioniamo nel solco del “patto tra generazioni”: il mondo ci è dato in prestito, non dobbiamo consumarlo tutto noi. |
